POLITRAUMI

Introduzione

I traumi rappresentano le prime cause di morte della popolazione di età compresa tra 1 e 45 anni e ben il 12% dei posti letto ospedalieri è occupato da persone traumatizzate.
La morte da trauma avviene in tre fasi:

  1. La prima fase precoce in cui la morte avviene immediatamente o poco dopo il trauma ed è dovuta a gravi lesioni cerebrali o a lacerazioni del cuore, dell'aorta, di grossi vasi sanguigni, ecc...
  2. Nella seconda fase la morte avviene da pochi momenti a poche ore dopo il trauma. Questi sono pazienti ai quali, con un rapido trasporto in ospedale, una diagnosicorretta ed una rianimazione efficace, si puo' dare la migliore possibilita' di soppravivenza e si tratta di soggettti he presentano ematomi cranici, emo-pneumatorace, rottura della milza, lacerazioni epatiche, fratture del femore con abbondante perdita di sangue.
  3. Nella terza fase i pazienti muoiono giorni o settimane dopo il trauma per insufficienza di vari sistemi organici.

Trattamento del traumatizzato

Un concetto avanzato, nel trattamento del grave traumatizzato è stato introdotto da Cowley con il cosidetto periodo d'oro evidenziando che i trumatizzati devono essere trasportati nei centri specializzati entro le prime "ore d'oro" dopo il trauma, per evitare lo shock irreversibile ed il lore decesso.
Negli Stati Uniti, i servizi di ambulanza hanno tempi di evacuazione dei feriti di 4 minuti in città, 5 minuti nelle periferie e di 20 minuti nelle campagne. Il ruolo dei paramedici e de tecnici al loro arrivo sulla scena dell'incidente è molto simile a quella dei medici del Pronto Soccorso. A loro spetta di rilevare la dinamica dell'incidente, raccogliere l'anamnesi del traumatizzato e valutarne le condizioni generali ed i bisogni.
Una valutazione iniziale delle vie respiratorie e della respirazione sono proritarie. Tutto cio' seguito dal controllo di una eventuale emorragia e dall'accertamento di possibili traumi alla colonna vertebrale ed agli arti e dalla immobilizzazione delle fratture esposte. I loreo trattamenti provvisori dovrebbero servire alla liberazione del paziente in modo sicuro ed efficace, al trattamento dello shock, all'applicazione di calzoni gonfiabile antishock, ed iimmobilizzare le fratture ed al trasporto del paziente in un centro attrezzato al trattamento dei trumatizzati.
Il personale di emergenza dovrebbe valutare la qualità della respirazione, controllare se gli atti respiratori sono superficiali e rapidi (iperventilazione) se ora presenta un rantolo o respiro faticoso come da ostruzione parziale o se il respiro sia depresso o si arresti. La bocca deve essere esplorata e ripulita da ogni possibile ostruzione quale vomito, sangue, corpi estranei, ecc...

Come intervenire

I segni dello shock comprendono uno stato soporoso più raramente di ansia, polso debole e filiforme, cute fredda e sudata. Il trattamento dello shock inizia con il controllo di evidenti forme di emorragia, con la compressione diretta sulla sede dl sanguinamento, con l'immobilizzazione delle fratture, l'innalzamento degli arti inferiori. Pantaloni pneumatici antishock sono di aiuto nel controllo di sanguinamenti in caso di fratture del bacino, per contrastare l'emorragia addominale e per aiutare a mantenere la pressione sanguigna sufficiente a cuore, polmoni e cervello.
Il trattamento finale comincia con il bloccaggio del paziente per il trasporto, assicurarsi della pervietà delle vie aeree, stabilizzare la colonna vertebrale e le estremità.

Estrazione del paziente

Per le strazioni difficoltose si demanda il lavoro ad una squadra dei Vigile del Fuoco.
I pricipi base di estrazione sono:

    1. valutazione della situazione
    2. accertarsi della sicurezza del personale di soccorso e del paziente
    3. rendere sicura l'operazione
    4. raggiungere il paziente
    5. eseguire i provvedimenti di emergenza possibili
    6. districare il paziente
    7. preparare il paziente per il trasferimento
    8. trasferire il paziente in ospedale

I soccorritori devono valutare sia la stabilità e la posizione del veicolo, sia la posizione elo stato del ferito. Mentre si cerca di arrivare al ferito si deve dedicare particolare attenzione a non provocare altre lesioni e si dovrebbe coprire il feito stesso con una coperta pesante e non infiammabile per proteggerlo contro gas infiammabili o altri oggetti.
La colonna cervicale viene immobilizzata con un collare e la colonna dorsale protetta da una tavola rigida legata sul paziente. Mentre si esercita una delicata trazione lungo l'asse della colonna torace-lombare con la colonna cervicale in posizione neutra, si trasferisce il malato su una barella rigida e sia la colonna cervicale che la testa vengono immobilizzate con supporti laterali per evitare torsione. Vengono quindi immobilizzati gli arti fratturati ed il paziente viene assicurato alla barella con fasce di contenzione.